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Guida completa alla NASpI 2026

di Adriano Fausto Cappello - 23/12/2025

Guida completa alla NASpI 2026

La NASpI (acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) rappresenta il principale strumento di tutela del reddito per i lavoratori dipendenti in Italia che perdono involontariamente il lavoro. Aggiornata alle ultime normative e prassi operative per il 2026, questa guida è pensata per rispondere in modo esaustivo a tutte le domande più frequenti che utenti e lettori si pongono sul tema. Le informazioni contenute sono basate sulle fonti ufficiali INPS e sulle regole normative aggiornate.


Cos’è la NASpI

Cominciamo con la definizione: la NASpI è un’indennità mensile di disoccupazione erogata dall’INPS destinata ai lavoratori subordinati che perdono il lavoro in modo involontario. È disciplinata dal decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 e successive modifiche e viene liquidata su domanda dell’interessato.

Lo scopo della NASpI è quello di fornire una tutela economica temporanea durante la fase di ricerca attiva di una nuova occupazione, sostenendo così il lavoratore nel periodo successivo alla cessazione dell’attività lavorativa.

Chi ha diritto alla NASpI

Requisiti generali

Per poter beneficiare della NASpI nel 2026 è necessario soddisfare tre requisiti principali:

  1. Cessazione involontaria del rapporto di lavoro subordinato: la perdita di impiego deve essere derivante da licenziamento, scadenza di contratto a termine o altre cause non volontarie (quindi le dimissioni volontarie, salvo casi specifici di giusta causa, non danno diritto alla NASpI).
  2. Contribuzione previdenziale: almeno 13 settimane di contribuzione versata nei quattro anni precedenti la disoccupazione.
  3. Stato di disoccupazione al momento della domanda: il lavoratore non deve essere occupato al momento della presentazione della domanda.

Nota importante sulle dimissioni: anche nel 2026 non è prevista NASpI per le dimissioni volontarie a meno che esse non rientrino in categorie specifiche (ad esempio dimissioni per giusta causa, durante maternità, oppure per violenza di genere), come confermato dalle FAQ ufficiali INPS. 

Lavoratori che possono usufruire della NASpI

La prestazione è rivolta a:

  • lavoratori con contratto subordinato, sia a tempo determinato che indeterminato;
  • apprendisti;
  • soci lavoratori di cooperative con contratto subordinato;
  • personale artistico con contratto subordinato;
  • dipendenti pubblici a tempo determinato (ad esempio docenti supplenti).

Non sono compresi nella disciplina NASpI, in linea generale, i lavoratori autonomi, i collaboratori occasionali senza contribuzione specifica e i lavoratori che lasciano volontariamente il lavoro senza giustificato motivo.

Come richiedere la NASpI

La domanda per ottenere la NASpI deve essere presentata in modalità telematica entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Modalità di presentazione

Si può presentare la domanda utilizzando una delle seguenti modalità:

  • Portale INPS (MyINPS): direttamente online con SPID, CIE o CNS (per chi non fosse in possesso di SPID, può richiederlo online anche tramite i nostri servizi);
  • Patronati o CAF: intermediari abilitati che possono assistere nella compilazione e invio della domanda. Per chi volesse presentare domanda online evitando file, appuntamenti e sportelli, può farlo attraverso il nostro servizio NASpI;
  • Contact Center INPS: chiamando il numero verde (es. 803.164 da rete fissa);
  • Assistenza diretta in sede INPS: in casi specifici o con supporto di un operatore.

Decorrenza della prestazione

La decorrenza dell’indennità NASpI dipende da quando viene presentata la domanda:

  • Se si invia la domanda entro 8 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, la NASpI decorre dall’8° giorno successivo alla cessazione del lavoro.
  • Se la domanda viene presentata dopo questo termine di 8 giorni, la prestazione decorre dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda.

Esistono casi specifici di decorrenza, ad esempio per licenziamento per giusta causa o periodi di malattia/infortunio, ma la regola generale è quella dell’8° giorno.

Come funziona la NASpI

La NASpI è una prestazione mensile erogata dall’INPS, il cui importo viene calcolato in base al reddito e alla contribuzione accumulata nei quattro anni precedenti la disoccupazione.

Per beneficiare della NASpI, il lavoratore deve mantenere lo stato di disoccupazione e, in genere, deve partecipare alle iniziative di politica attiva del lavoro (ad esempio patto di servizio personalizzato con il Centro per l’Impiego).

Quanto dura la NASpI

Durata dell’indennità

La durata della NASpI nel 2026 resta determinata in base alle settimane di contribuzione maturata negli ultimi quattro anni: la prestazione spetta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni e non può superare in ogni caso le 24 mensilità (equivalenti a 104 settimane). 

In pratica:

  • Se si sono versate 80 settimane di contributi nei quattro anni precedenti, si avrà diritto a 40 settimane di NASpI (circa 9-10 mesi).
  • Se si sono accumulate almeno 104 settimane di contributi, si avrà il massimo della durata: 24 mesi.

Domanda correlata frequente: Quanto dura la NASpI dopo i 50 anni? Quanto dura la NASpI dopo i 55 anni?
La normativa non prevede una durata maggiore per età anagrafica. Tuttavia, la riduzione dell’importo mensile in alcuni casi può scattare in modo diverso per chi ha più di 55 anni (riduzione percentuale più lenta), ma la durata massima resta sempre di 24 mesi.

Tra 50 e 54 anni il taglio dell'assegno del 3% (il cosiddetto décalage) inizia dal 6° mese (come per tutti gli altri lavoratori) Dai 55 anni in su inizia dall' 8° mese (2 mesi in più di assegno pieno).

A quanto ammonta la NASpI

Calcolo dell’importo

L’importo della NASpI viene determinato in base alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali percepita negli ultimi quattro anni di lavoro. Il meccanismo di calcolo prevede:

  1. Si calcola la retribuzione media mensile dividendo il totale della retribuzione imponibile degli ultimi quattro anni per il numero di settimane di contribuzione, e moltiplicando il risultato per 4,33 (media mensile delle settimane).
  2. Se la retribuzione media mensile è inferiore ad una soglia minima stabilita dall’INPS, la NASpI mensile corrisponde al 75% della retribuzione media.
  3. Se la retribuzione media è superiore alla soglia minima, l’indennità è pari al 75% di tale soglia più il 25% della differenza tra la retribuzione media e la soglia stessa.

Esiste inoltre un massimale assoluto di importo mensile che l’INPS aggiorna periodicamente in base alla normativa e alla rivalutazione. 

Nota operativa: ogni anno l’INPS comunica il massimale e la soglia minima per il calcolo: questi valori possono variare nel tempo in base alla legge finanziaria o alle circolari dell’Istituto. 

Al momento (dicembre 2025), l'INPS non ha ancora pubblicato la circolare ufficiale con l'importo definitivo per il 2026 (solitamente viene rilasciata tra fine gennaio e inizio febbraio). Tuttavia, basandosi sul tasso di rivalutazione provvisorio dell'inflazione fissato al 1,4% per il 2026 (come indicato dal decreto ministeriale di fine 2025), è possibile calcolare una stima molto precisa: dovrebbe attestarsi intorno a € 1.584,70 lordi

Quando viene pagata la NASpI

Tempistiche di pagamento

La NASpI viene generalmente pagata mensilmente dall’INPS, con accredito diretto sul conto corrente bancario o postale, su libretto postale o tramite bonifico domiciliato presso un ufficio postale. 

In molti casi, i pagamenti avvengono nel periodo tra il 7° e il 15° giorno del mese successivo al periodo di riferimento della prestazione, ma le date possono variare leggermente in base alle lavorazioni interne dell’INPS e alla velocità di gestione della domanda. 

Domanda correlata frequente: Perché la NASpI a volte viene pagata ogni 15 giorni?
La frequenza e le date di accredito possono dipendere da specifiche logiche operative dell’INPS o da errori di lavorazione, ma in linea generale la prestazione è mensile. Per verificare date e scadenze precise è sempre consigliabile consultare la propria area personale sul portale MyINPS o la comunicazione inviata dall’Istituto.

Come vedere quanti giorni di NASpI mi rimangono

Per controllare lo stato della NASpI, compresi i giorni o le settimane ancora disponibili, si può accedere all’ area personale MyINPS sul sito ufficiale:

  1. Andare su www.inps.it e accedere con SPID/CIE/CNS;
  2. Selezionare il servizio “Prestazioni e Pagamenti”;
  3. Andare in “NASpI - Consultazione domande”;
  4. Verificare l’importo, la durata già fruita e i periodi residui spettanti.

In questo modo si possono ottenere informazioni aggiornate sulla prestazione con dettaglio dei periodi liquidati e di quelli ancora disponibili.

Come sospendere o interrompere la NASpI

La NASpI può essere sospesa o interrotta in determinate situazioni:

Quando si interrompe automaticamente

  • Nuova assunzione a tempo indeterminato o determinato: se trovi un nuovo lavoro, la NASpI si interrompe automaticamente.
  • Superamento dei limiti di reddito per attività autonoma non comunicati all’INPS: può causare la perdita della prestazione.
  • Mancato rispetto delle regole sullo stato di disoccupazione o sui percorsi di politica attiva: può determinare la sospensione.

Domanda correlata frequente: Come bloccare la NASpI online?
Se si inizia una nuova attività lavorativa, è fondamentale comunicare tempestivamente all’INPS la variazione tramite i canali digitali (servizio “NASPI-COM”) per evitare indebiti e dover restituire importi. Questo è possibile direttamente attraverso il portale MyINPS oppure con l’assistenza di un patronato o tramite il nostro servizio online NASPI-COM.

Come recuperare NASpI non goduta

Se ci si accorge, per un errore o per un problema amministrativo, di non aver ricevuto NASpI spettante, si può verificare lo stato della pratica su MyINPS ed eventualmente richiedere la liquidazione degli importi arretrati se spettanti, presentando anche eventuali documenti aggiuntivi richiesti dall’INPS.

Incentivi e opportunità extra legati alla NASpI

Oltre alla fruizione standard, la normativa prevede anche la possibilità di anticipare in un’unica soluzione l’importo residuo della NASpI in caso di avvio di un’attività autonoma, impresa individuale o partecipazione attiva in una cooperativa di lavoro. Questa misura, pensata per incentivare l’autoimprenditorialità, richiede la presentazione della domanda specifica entro certi termini rispetto all’inizio dell’attività.

Riassumendo

La NASpI continua a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per il sostegno al reddito dei lavoratori dipendenti italiani che si trovano senza lavoro involontariamente. La sua disciplina nel 2026 mantiene i principi generali già noti, con aggiornamenti procedurali e di calcolo, e offre strumenti di tutela, ma anche opportunità come l’anticipazione per l’avvio di nuove attività. Capire chi ha diritto, come funziona, come si calcola, quando viene pagata e come si gestiscono eventuali cambiamenti di stato lavorativo è essenziale per sfruttare al meglio questo beneficio. Per ogni situazione specifica è sempre consigliabile consultare direttamente le fonti ufficiali INPS o rivolgersi a un patronato o intermediario abilitato come Patronato.com per assistenza personalizzata. 

 

Risposte brevi a domande frequenti

Chi ha diritto alla NASpI?

La NASpI spetta ai lavoratori subordinati che perdono involontariamente il lavoro e che soddisfano i requisiti contributivi e di stato di disoccupazione. Le dimissioni volontarie non danno diritto alla prestazione, salvo casi specifici di giusta causa o tutela familiare. 

Quanto dura la NASpI?

La durata è pari alla metà delle settimane contributive maturate negli ultimi quattro anni, con un massimo di 24 mesi. 

Come si calcola la NASpI?

L’importo si calcola in base alla retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni, applicando percentuali come il 75% e, dove previsto, una componente del 25% sulla differenza rispetto alla soglia minima stabilita dall’INPS. 

Quanto si prende di NASpI?

Non esiste un importo “standard”: dipende dalla retribuzione media e dai massimali fissati annualmente dall’INPS. 

Quando viene pagata la NASpI?

La NASpI viene pagata mensilmente, di solito tra il 7° e il 15° giorno del mese successivo a quello di riferimento.

Come richiedere la NASpI?

La domanda si presenta online entro 68 giorni dalla cessazione del lavoro tramite il portale INPS, patronati o contact center.

Come vedere quanti giorni di NASpI mi rimangono?

Accedi alla sezione NASpI – consultazione domande nel tuo profilo MyINPS.

Quando la NASpI viene sospesa o interrotta?

Quando inizi un nuovo lavoro, superi limiti reddituali non dichiarati o non rispetti gli obblighi di politica attiva.

Quanto dura la NASpI dopo i 50 anni? Quanto dura la NASpI dopo i 55 anni?

La durata della prestazione non cambia in base all’età: resta legata alle settimane contributive maturate, ma alcune regole di decurtazione dell’importo possono applicarsi in modo diverso oltre i 55 anni.

Tra 50 e 54 anni il taglio dell'assegno del 3% (il cosiddetto décalage) inizia dal 6° mese (come per tutti gli altri lavoratori) Dai 55 anni in su inizia dall' 8° mese (2 mesi in più di assegno pieno).

NASpI - Indennità di Disoccupazione. Guida Completa 2026


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