Assegno di inclusione: le novità del 2026
INPS Assegno di Inclusione: tutte le novità previste dalla Legge di Bilancio 2026
di Alessandra Caraffa
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La Legge di Bilancio 2026 prevede importanti modifiche per l’Assegno di Inclusione (ADI): oltre a cambiare la modalità di calcolo dell’ISEE per l’accesso alla misura, che diventa più favorevole, si prevede anche l’eliminazione del mese di sospensione al termine della 18esima o 12esima mensilità.
Assegno di Inclusione (ADI): cos’è e a quanto ammonta
L’Assegno di Inclusione (ADI) è la misura di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza, pur con una platea molto più ristretta e soltanto a certe condizioni.
Istituito con la legge 3 luglio 2023, n. 85 e diventato operativo dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di Inclusione è destinato solo a nuclei familiari con determinate caratteristiche (per esempio la presenza di disabili, minori o over 60) e comporta l’adesione a un percorso personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa. I beneficiari devono infatti sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale (PAD) sul Sistema Informativo per l'Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL) e, successivamente, il Patto di Servizio Personalizzato presso i centri per l'impiego o i servizi sociali.
Ma a quanto ammonta il reddito di inclusione? Il contributo si compone di due parti:
- Quota A: integrazione del reddito familiare fino alla soglia di 6.591,72 euro l’anno (circa 549 euro mensili) per i nuclei standard, e fino a 8.304,66 euro l’anno per le famiglie in cui sono presenti over 67 o disabili gravi, moltiplicato per la scala di equivalenza;
- Quota B: contributo per il pagamento dell’affitto fino a un massimo di 3.360 euro l’anno.
Il beneficio, in ogni caso, non può essere inferiore a 480 euro annui.
Assegno di Inclusione: a chi spetta?
L’Assegno di Inclusione può essere erogato a vantaggio dei nuclei familiari che abbiano al loro interno almeno un componente:
- disabile;
- minorenne;
- over 60;
- in condizione di svantaggio e inserito in programma di cura e assistenza dei servizi socio sanitari territoriali.
È poi necessario avere la residenza in Italia per 5 anni e rispettare i seguenti requisiti economici:
- ISEE valido inferiore a 9.360 euro (10.140 euro per le famiglie che vivono in affitto);
- reddito familiare non superiore a 6.591,72 euro annui moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza (che arriva a un massimo di 2,2 ulteriormente innalzato a 2,3 in presenza di componenti in condizione di disabilità grave o non autosufficienza);
- reddito familiare non superiore a 8.190 euro, moltiplicati sempre per il corrispondente parametro della scala di equivalenza, in caso di nucleo familiare completamente composto da persone di età pari o superiore a 67 anni, o da persone di età pari o superiore a 67 anni assieme ad altri familiari tutti in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza.
Come funziona l’Assegno di Inclusione?
L’Assegno di Inclusione vene erogato mensilmente su una carta di pagamento elettronica (Carta di inclusione, o Carta ADI) per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi, dopodiché può essere rinnovato per ulteriori 12 mesi. Il beneficio decorre a partire dal mese successivo a quello di sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale.
Come specifica l’INPS, l’importo per l’integrazione del reddito (Quota A) può essere suddiviso, su richiesta, per ciascuno dei componenti del nucleo “che esercitano le responsabilità genitoriali o sono considerati nella scala di equivalenza ADI”, riconoscendo a ciascuno una quota pro-capite.
Assegno di Inclusione: le novità del 2026
La Legge di Bilancio 2026 è intervenuta sulle risorse destinate a specifiche misure per le famiglie, tra cui l’Assegno di Inclusione. Le modifiche sostanziali sono, in sintesi:
- Nuovo calcolo ISEE più favorevole;
- Aumento della franchigia sull’abitazione principale: la franchigia sale a 91.500 euro, che arrivano a 120.000 euro per le famiglie residenti nei Comuni capoluogo delle città metropolitane. A ciò va aggiunto un ulteriore incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo;
- Scale di equivalenza più favorevoli per le famiglie con almeno 2 figli;
- Eliminato il mese di sospensione ADI INPS: viene eliminato il mese di sospensione previsto dopo la 18esima mensilità (o la 12esima, in caso di rinnovo), ma la prima mensilità post-rinnovo viene erogata al 50%;
- Assegno di Inclusione domanda semplificata: come specificato dall’INPS, la domanda di rinnovo si presenta dal mese successivo all’ultimo pagamento. Se il nucleo è invariato rispetto all’ultima richiesta è prevista una domanda semplificata.
Ma vediamo le novità nel dettaglio.
Assegno di Inclusione: requisiti 2026, nuovo ISEE
Dal 1° gennaio 2026, per effetto della manovra finanziaria, è entrata in vigore una nuova modalità di calcolo dell’ISEE più favorevole che è valida esclusivamente per alcune misure di sostegno alla famiglia, ovvero: Assegno di Inclusione, Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), Assegno unico, Bonus nido e Bonus nuovi nati.
La nuova modalità di calcolo include due novità principali:
- Franchigia più alta sulla casa: la franchigia sulla casa di abitazione passa da 52.500 a 91.500 euro (120.000 euro per i nuclei residenti nei Comuni capoluogo delle città metropolitane), con ulteriore incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo;
- Maggiorazioni della scala di equivalenza: aumentano i coefficienti per i nuclei con figli:
- 2 figli: +0,10;
- 3 figli: +0,25;
- 4 figli: +0,40;
- 5 figli: +0,55.
Tali modifiche comportano un “alleggerimento” del valore ISEE familiare, ampliando la platea dei possibili beneficiari delle misure.
ADI INPS: eliminazione del mese di sospensione
Una delle novità fondamentali, che però riguarda solo l’Assegno di Inclusione, è quella prevista all’articolo 1, comma 158, della legge di Bilancio 2026, che recita:
“Il beneficio economico è erogato mensilmente per un periodo continuativo non superiore a diciotto mesi e può essere rinnovato, previa presentazione della domanda, per periodi ulteriori di dodici mesi. Allo scadere dei periodi di rinnovo di dodici mesi il beneficio è rinnovato, previa presentazione della domanda. L’importo della prima mensilità di rinnovo è riconosciuto in misura pari al 50 per cento dell’importo mensile del beneficio economico rinnovato ai sensi del primo periodo”.
Come specificato dall’INPS con il messaggio 23 febbraio 2026, n. 640, la principale modifica riguarda l’eliminazione del mese di sospensione che era previsto dopo i primi 18 mesi e poi dopo ogni rinnovo. Le famiglie che presentano domanda di rinnovo già dal mese successivo all’ultimo pagamento, quindi, potranno evitare interruzioni, ma la prima mensilità sarà pari al 50% dell’importo spettante.
Assegno di inclusione: 500 euro come contributo straordinario
Tra le novità, spiega l’INPS, è prevista anche l’estensione del contributo straordinario aggiuntivo, fino a un massimo di 500 euro, per le famiglie che hanno raggiunto il 18esimo mese di ADI a novembre 2025. Questa misura garantisce la continuità economica anche a quei nuclei che, secondo la vecchia regola, avrebbero subito il mese di sospensione, armonizzando il passaggio verso le nuove modalità di erogazione previste dal 2026.
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