ISEE sbagliato: gli errori più frequenti e come correggerli

Dal 2026 l'ISEE diventa automatico: ecco cosa fare in caso di errori nella DSU

di Alessandra Caraffa

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Nel 2025 le attestazioni ISEE hanno superato quota 11 milioni e mezzo, segnando un sensibile aumento rispetto all’anno precedente. Il boom delle certificazioni ISEE, però, è accompagnato da un dato che da più parti è stato definito allarmante: quasi 2 milioni delle dichiarazioni presentate nel 2025 contenevano errori o anomalie per quanto riguarda redditi, patrimonio e composizione del nucleo familiare.

Anche per evitare una tale quantità di dichiarazioni sbagliate, a partire da quest’anno diventerà operativa l’acquisizione automatica dei dati: una volta presentata la DSU all’INPS e ottenuto l’ISEE, la documentazione sarà considerata in possesso di tutta la Pubblica Amministrazione. Comuni, università e altri enti, così, potranno eseguire controlli immediati ed evitare di chiedere ai cittadini dati e certificazioni già in possesso dello Stato.

 

ISEE 2025: 1,7 milioni di dichiarazioni “sbagliate”

Nel 2025 sono state rilasciate 11.600.608 dichiarazioni ISEE, il 9% in più rispetto all’anno precedente. Tra le motivazioni che hanno portato sempre più nuclei familiari a richiedere l’attestazione c’è probabilmente l’esenzione dei BTp fino a 50mila euro, attiva dallo scorso aprile, che ha ampliato la platea dei possibili beneficiari di agevolazioni e prestazioni. 

Dai controlli incrociati dell’INPS, però, risulta che ci sono state ben 640.718 attestazioni viziate da “difformità” su redditi e patrimonio non sanate al 31 dicembre, oltre il 5% del totale. Un primo controllo sull’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, inoltre, ha fatto emergere oltre un milione di ISEE con una composizione del nucleo familiare diversa da quella effettiva. Avviene spesso, per esempio, con i figli maggiorenni che vengono “trasferiti” in un’altra casa per abbassare le tasse universitarie.

In totale, i controlli hanno riscontrato 1,7 milioni di indicatori “infedeli” rispetto alla realtà. Ed è anche per questo che il nuovo decreto-legge PNRR approvato dal Consiglio dei ministri introduce l’acquisizione automatica dell’ISEE.

Acquisizione automatica ISEE: che cambia dal 2026?

A partire dal 2026, Comuni, scuole, università e altri enti che riconoscono agevolazioni sulla base del reddito non ricevono più la certificazione ISEE dal cittadino, ma la acquisiscono direttamente per via telematica tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND). Questa piattaforma permette a enti e gestori dei servizi pubblici di scambiarsi informazioni in modo veloce e sicuro, in modo da non dover chiedere ai cittadini dati e certificazioni già in possesso di altri enti.

Comuni, università e altri enti potranno così interrogare direttamente le banche dati dell’INPS applicando concretamente il principio “once-only”, secondo cui una Pubblica Amministrazione non può chiedere a cittadini e imprese dati già in suo possesso, ma deve acquisirli d’ufficio accedendo alle banche dati delle altre amministrazioni.

Una volta presentata la DSU, quindi, l’ISEE è considerato virtualmente consegnato a tutta la Pubblica Amministrazione. Oltre ad alleggerire le pratiche, l’acquisizione automatica dell’ISEE permette agli enti di eseguire controlli molto più tempestivi: l’interoperabilità delle banche dati, quindi, renderà anche più facile individuare residenze fittizie, patrimoni non dichiarati e altre incongruenze.

Come correggere un ISEE sbagliato?

L’ISEE deriva direttamente dalla Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), un’autodichiarazione in cui il cittadino dichiara redditi, patrimonio e componenti del nucleo familiare assumendosi la responsabilità delle informazioni trasmesse.

Se ci si accorge di aver fatto degli errori o di aver omesso dei dati, è possibile correggere la DSU:

Entrambe le procedure sono disponibili sul sito dell’INPS, nella sezione “ISEE precompilato” della propria Area MyINPS, accessibile con SPID e CIE.

Errori ISEE: conseguenze e sanzioni

Quando emergono irregolarità sanabili, l’INPS segnala nell’ISEE la presenza di "omissioni o difformità", invitando a correggere o integrare la documentazione. È bene sapere che dal momento in cui la DSU risulta irregolare, si perde il diritto ad agevolazioni e sussidi erogati sulla base dell’ISEE, motivo per cui in caso di irregolarità è consigliabile procedere subito con la rettifica o integrazione richiesta. 

Se l’ISEE risulta “sbagliato”, quindi, si perdono subito eventuali benefici. Non solo: si devono anche restituire le somme già ricevute sulla base della documentazione contestata (o versare la differenza). La richiesta di restituzione di eventuali somme indebitamente percepite può arrivare entro 5 anni (che è il termine entro il quale possono avvenire controlli sulla DSU).

Chi non fa seguito alla richiesta di rettifica DSU pur continuando a percepire sussidi rischia pesanti sanzioni

Se la somma è superiore a 3.999,96 euro, si può andare incontro a una sanzione penale per il reato di "indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato”, che prevede anche la reclusione.

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