Che cos’è il Domicilio Digitale?

Cosa si intende per domicilio digitale e perché non basta avere la PEC

di Alessandra Caraffa

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L’Indice Nazionale dei Domicili Digitali (INAD), operativo dal 2023, ha ormai superato i 2,5 milioni di indirizzi registrati. Il sistema, nato per sostituire gradualmente le raccomandate cartacee con le notifiche via PEC, sta allargando la sua platea grazie a una sottile combinazione di obblighi normativi e semplificazione tecnica.

Gli obblighi entrati in forza nel 2025 e l’integrazione del domicilio digitale con l'Anagrafe Nazionale, per esempio, hanno contribuito notevolmente all’adozione di questo recapito digitale. Un’evoluzione molto semplice, ma che promette di trasformare radicalmente i rapporti tra cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione.

Domicilio Digitale: cos’è e quando serve

Il domicilio digitale è un indirizzo PEC (Posta Elettronica Certificata) o un altro servizio di recapito qualificato che permette a cittadini e imprese di ricevere comunicazioni ufficiali - e con pieno valore legale - da parte della Pubblica Amministrazione

Come previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), il domicilio digitale è “un indirizzo elettronico eletto presso un servizio di posta elettronica certificata o un servizio elettronico di recapito certificato qualificato, come definito (...) dal Regolamento eIDAS”, valido ai fini delle comunicazioni elettroniche aventi valore legale.

Rappresenta quindi, a tutti gli effetti, un’alternativa digitale alla Raccomandata A/R. La sua finalità è quella di sostituire il domicilio fisico per il recapito delle comunicazioni ufficiali. Perciò serve essenzialmente a una cosa: a ricevere notifiche, verbali o atti ufficiali direttamente nella propria casella PEC, senza scomodare il servizio postale e senza dover attendere “tempi tecnici” di sorta.

Domicilio Digitale e PEC: che cambia?

Tra domicilio digitale e PEC esistono due differenze sostanziali:

Essere dotati di un indirizzo PEC, quindi, non ci rende automaticamente titolari di un domicilio digitale.

Domicilio Digitale: per chi è obbligatorio?

Per le imprese e i professionisti iscritti a ordini o collegi (come avvocati e commercialisti), l’obbligo è scattato il 1° ottobre 2020. Oggi, il domicilio digitale è un prerequisito indispensabile per l’iscrizione al Registro delle Imprese.

A partire dal 1° gennaio 2025, anche gli amministratori di società sono tenuti a registrare il proprio domicilio digitale. Come quello di imprese e professionisti, questo viene registrato nell’indice INI-PEC e quindi automaticamente trasferito in INAD, dove assume valore come domicilio digitale della persona fisica (utilizzabile per comunicazioni aventi valore legale concernenti la sfera privata del titolare).

Al netto di chi ricopre cariche amministrative, non vige alcun obbligo per le persone fisiche e per gli enti di diritto privato. Per i cittadini, insomma, la scelta di eleggere un domicilio digitale è totalmente facoltativa. 

Come attivare il Domicilio Digitale INAD

Per iscriversi all’INAD è sufficiente accedere al portale dedicato usando SPID, CIE o CNS e registrarsi, indicando l’indirizzo PEC a cui si vogliono ricevere le comunicazioni della Pubblica Amministrazione. Il domicilio digitale è strettamente personale: l’indirizzo deve essere riconducibile univocamente al titolare e non può essere condiviso con altri soggetti.

Possono iscriversi all’INAD:

I professionisti iscritti ad albi possono comunque attivare su INAD un profilo da “cittadino” per separare le comunicazioni personali da quelle legate all'attività lavorativa. Per verificare il proprio stato, è possibile consultare anche l’Anagrafe Nazionale (ANPR) nella sezione “I tuoi dati”.

Domicilio digitale speciale dell’Agenzia delle Entrate

Accanto al domicilio digitale INAD, esiste un domicilio digitale speciale per ricevere atti e comunicazioni provenienti dall’Agenzia delle Entrate - Riscossione. Si tratta di un indirizzo PEC destinato alla ricezione di cartelle di pagamento e atti di riscossione, anche affidati all’AdE da altri enti creditori.

L’elezione del domicilio digitale speciale, specifica l’Agenzia, è valida anche per la notifica degli atti destinati al contribuente in qualità di erede o di rappresentante legale di un soggetto terzo.

Possono comunicare questo tipo di recapito, tramite apposito servizio web, solo le persone fisiche, i cittadini e gli altri enti non soggetti all’obbligo di iscrizione INI-PEC. 

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